Immaginare una giornata calda nel pieno dell’estate non è difficile. Ma trovare a pochi chilometri di distanza una coltre di nubi densa ti fa capire quanto sia imprevedibile questa stagione. Viaggiamo sicuri verso le colline di Vidor ed ecco che quella che pensavamo fosse la nebbiolina di calore erano in realtà piccole gocce di pioggia venute a disturbare l’allestimento della serata. Un ampio prato al piè del Santuario della Madonna delle Grazie si incorona di tavoli bianchi, le tovaglie lunghe, e le candele pronte ad essere accese. La pioggia serve solo a scoraggiare i pavidi. Poco prima del via il cielo si riapre e dell’acqua rimane solo l’umidità della notte a rinfrescare animi e calici. La nostra scena è al coperto. Al lume di bottiglie, come candele delicate, accendiamo la musica come in sordina. E man mano che la gente si addensa per assaggiare il vino anche noi prendiamo coraggio per dare vita alla serata. E senza passeggiare ci par di viaggiare comunque immersi nel verde dei vigneti circostanti, i bei grappoli appesi, che attendono poco più di un mese per diventar mosto e infine vino. Grazie e miracoli che la natura ci regala anno dopo anno.
Questa sera il metodo charmat fa’ da padrone di casa. Tutte le aziende del comune di Vidor si riuniscono a far degustare Prosecchi Brut ed Extra Dry, Colfondi vivaci e più o meno torbidi, qualche rosè si confonde nel mucchio e fa capolino curioso. Tutte bontà di Rive da degustare con allegria. E il repertorio Madeleine Royale stavolta è tutto bollicine.
Ad accompagnarci durante tutta la serata non è solo il vino, bensì ottimi piatti fumanti che creano fin da subito una fame inaspettata. Code a guardar uscire piatti di ravioli conditi da sughi rossi e verdi, i ripieni immaginati, mai così buoni come quelli mangiati. La pizza è un dovere per le feste di campagna e anche qui è ospite delle volte della proloco. Infine la ciliegina sulla torta, o meglio sul cono. Palline di gelato con gusti golosi e inconsueti, e appena confessi all’amico il peccato di gola corri a far la fila per cedere alla tentazione. Non manca nulla, dall’antipasto al dolce, per ammettere che come sempre la felicità, quella vera, è fatta di cose semplici.
I’m yours – Jason M’raz
Un ritmo reggae apre le danze dopo i preludi iniziali. Par di voler levare i sandali e muovere i piedi sul prato soffice e un po’ umido. Lasciare che i discorsi fluiscano nella leggerezza delle risate, sorseggiando aneddoti, ancheggiando con la musica. Solo sorrisi, quelli che danno la carica per continuare a suonare. Evviva la bella gente, evviva il vino, evviva l’arte delle sere d’estate.
Quel che luio e agosto no vol, setembre no pol – Detto popolare
Dopo diversi mesi siamo finalmente riuniti a suonare prima della fine dell’estate. Non ci facciamo mancare nulla e mettiamo cuore e passione in ogni nota. Non si poteva perdere l’occasione di accordare gli strumenti in un posto così. Un particolare ringraziamento al nostro amico Andrea per averci accompagnato con le percussioni e ovviamente la sua splendida compagnia!