In quest'ultima domenica di primavera una grande emozione ed una grande sfida per noi: raccontare di un solo vino e farlo in scena! Per la prima volta non dobbiamo far intuire ai nostri ascoltatori di essere in un teatro immaginario, perché parleremo di questo vino, che è tutto sostanza, sul palcoscenico di San Donà di Piave! Arriviamo di buon'ora al teatro Astra e ci rendiamo conto che lo spettacolo è iniziato anche senza di noi! Una gran tavolata a ferro di cavallo occupa la scena, mentre produttori e assidui bevitori scalpitano e commentano, spesso con fervore, i profili sensoriali di non so più quanti bicchieri di Colfondo… abbiamo perso il conto! Un vino che fa il giro dell’Italia e non è solo peculiarità di casa nostra, ma forse è proprio quel metodo che prende un'uva e la rende familiare, la rende tua. Detto, fatto e degustato, il sipario si chiude e si prepara ad accoglierci, circondati da vecchie cassette di legno che sanno ancora di vendemmia e di mosto impresso nelle doghe. I commensali arrivano incuriositi e rabboniti da un calice di vino che anticipa le nostre storie in musica e quando calano le luci s’accende lo schermo della verità. Un cinema fatto di sguardi, di volti, di mani sudate e non solo, di paesaggi, di imbarazzo e di passione. Oggi suoniamo con un’orchestra allargata: i Madeleine Royale, i produttori di Colfondo e un maestro d’eccezione come Jacopo Cossater. Abbiamo la sensazione che oggi si sia scritta una pagina di storia per questo vino di modesta considerazione, a volte sconosciuto, a volte accantonato. Orgogliosi di aver lasciato anche noi una firma di note e di emozioni.
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Un ringraziamento speciale a Maria Grazia Melegari, che nel suo blog ha descritto col cuore le due ore trascorse insieme. Ecco dove potrete rivivere passo passo le scene dello spettacolo: http://soavemente.net/blog/2016/7/1/su5d9pt2u8pv7metvvzipztmpoas61
Tantissimi produttori, un club privilegiato di persone che hanno un unico, spassionato amore, verso questa tipologia di vino, ma che tuttavia lo propongo con la loro personale visione, riescono a plasmarlo secondo i desideri del proprio cuore, dei propri ricordi, delle proprie idee. E se noi abbiamo creato una piattaforma trasversale che potesse accogliere tutte queste versioni, loro ci hanno messo la faccia, e ci hanno fatto venir voglia di assaggiarli tutti questi vini. E a Colfondo va’ in scena c’è l’imbarazzo della scelta.
· PROSECCO: Ida Agnoletti, Bele casel, Malibran, Valdellovo , Ca’ dei Zago, Fratelli Collavo, Garbara, Mongarda, Zanotto Riccardo, Adami, Brustolin Nicos, Le vigne di Alice, Case Paolin, Casa Belfi, Gregoletto
· RABOSO: Az. Agr. Tessère
· FORTANA: Mirco Mariotti
· MOSCATO: Monteversa
· BARBERA: Cascina Garitina
· DURELLO: Corte Moschina
Certo, se il solo parlar di vino mette sete, figuriamoci a parlar di cibo! Il titolo è chiaro: la disfida delle soppresse! Grani antichi si fondono in pagnotte invitanti che fan da corona a questi salumi che sono i partner del Colfondo per eccellenza. Così anche noi, che di solito siamo solo spettatori delle prelibatezze di queste degustazioni, possiamo goderci il trionfo dei banchi di assaggio. Una piccola piazza è adibita a tour enogastronomico. Una sfida urbana per chi viene dalla campagna! Ma lo stomaco ci unisce tutti irrimediabilmente… se magna!!
Fool on the hill - The Beatles
C’è un’idea… l’idea di un vino semplice che nella sua semplicità dia qualcosa di più, che racchiuda nel suo metodo e nella sua forma una sorta di legame ancestrale tra l’uomo e il vino, una profonda connessione con la natura e le sue leggi. Tradizioni che sono rimaste aggrappate alle viti e al cuore di chi scopre nel passar delle stagioni il riassunto della vita. E non può che tradurlo in un vino che è come un vecchio libro: il tempo lo nobilita e le parole rimangono salde.
Tendete la bottiglia verso la luce; vedrete che i vostri sogni sono sempre sul fondo. - Rob Hutchison
Ogni bottiglia ha un’anima fatta di polvere, una polvere che ha vissuto e che imprime la vita nel vino. E’ come se potessimo imprigionare l’essenza del vino che è in quella bottiglia e concentrarla per renderla eterna. Il Colfondo per noi è il vino dei ricordi, delle scaraffate in compagnia, il vino che veniva imbottigliato in cantina perché ogni famiglia aveva il proprio e ancora oggi non ci si rinuncia. Quel vino torbido che bisognava diventare grandi per poterlo bere.