Aperisense a Firenze - Hotel Palazzo Castri02 settembre 2016

Vista: La cornice

Settembre e la sua brezza delicata che sa ancora d’estate, settembre e quella luce rossastra che accompagna le prime ore del giorno, un cielo che sembra riassumere la serata che ci attende, fatta di sfumature e di paesaggi, di natura e di città. Partiamo alla volta della Toscana carichi di energia, con la voglia di fondere la nostra arte con la bella Firenze e i suoi angoli trasudanti di storia. Ma per questa avventura ci attende un antro raccolto, nel cuore di un palazzo del centro cittadino. Il caldo ci accoglie intenso, alle quattro del pomeriggio, sembra fatto apposta, per preparare i cuori fiorentini a dissetarsi di musica e di vino. Profumi di zagare e gelsomino si spandono da subito attraversando le eleganti porte di Palazzo Castri. Le grandi vetrate dell’ingresso ci preparano a quello che sarà il palcoscenico dell’Aperisense: un giardino segreto, protetto dalle strade trafficate e dai turisti curiosi, le piante di limone e le palme gentili a far da corona e colore, specchiate da una piccola piscina e una fontana che completano il quadro sontuoso. Semplicità ed eleganza per questa boutique fatta su misura, dove ogni piccolo dettaglio non viene lasciato al caso. Tavoli e poltrone si preparano a ricevere gli ospiti, e alcune lampade colorate ravvivano con allegria gli angoli del giardino. Un gatto curioso scivola tra gli strumenti e sembra volersi accomodare per suonare la sua storia. Forse non berrà vino, ma è il primo spettatore del nostro ultimo aperitivo d’estate.

www.palazzocastri.com/it/

Olfatto: Il vino

Un’atmosfera elegante e delicata, per scoprire quella parte di Toscana che s’incastra come il resto nel paesaggio e nella storia, con un nome che farà pensare a tutt’altro forse, ma che con i suoi vini ci riporta a quel desiderio di eccellenza e della scelta delle uve che è forse nel DNA di chi abita questi luoghi. La piccola DOC di Montecarlo ci fa meraviglia di bianchi toscani che mai avremmo pensato, freschi e profumati, che sanno di tradizione ma anche di ricerca, al di là dei confini della nazione, di vitigni che potessero rendere giustizia a quei clivi che fin dal Medioevo producevano uva da vino. Trebbiano che si unisce alla Roussanne, Sangiovese che dialoga con il Syrah e un Vin Santo che non tradisce le aspettative… una toscana nella toscana, che ci fa ricordare di farci un nodo al fazzoletto per non dare per scontato le piccole realtà del nostro territorio. E consapevoli di questa verità portiamo anche noi, come ambasciatori del trevigiano, un pezzo di casa: un progetto in vino di un’uva riscoperta, il Verduzzo di Motta, che alcuni viticoltori, pionieri e affezionati, persistono a voler proporre, mettendo insieme storicità ed innovazione di metodo. E questo comune spirito unisce nei calici Veneto e Toscana.

Aperitivo musicale:

  • CANZONI BOLLICINE:

Verduzzo di Motta Spumante Extra Dry

  • CANZONI IN CERCA D’AUTORE:

Particolare Rosè Brut  – Tenuta del Buonamico

  • GRANDI CLASSICI:

Montecarlo Bianco DOC 2015 – Fattoria del Teso

  • COLONNE SONORE:

 Montecarlo Rosso DOC 2015  – Az. Enzo Carmignani

  • CANZONI D’AMORE:

Vin Santo DOC Montecarlo 2000 – Fattoria del Teso

www.buonamico.it

www.fattoriadelteso.it

www.fattoriacarmignani.com

Un ringraziamento particolare alla FISAR di Firenze, al delegato Lorenzo Sieni, per averci ospitati ed averci dato la possibilità di conoscere e far conoscere in arte i vini della DOC Montecarlo, e ai fautori del progetto Verduzzo Motta, che ci hanno concesso con i loro vini un autentico gemellaggio di sapori.

Gusto: Il cibo

Nella bella cornice di Palazzo Castri le sorprese culinarie non tardano a venire: focacce rotonde, crostate di ricotta salate, bicchierini colorati, s’incastrano perfettamente con i crostini gustosi del classico antipasto toscano, il patè di fegato, gli affettati, e dei vasi generosi colmi di freschi pomodorini appena tagliati. Cibi semplici e golosi che stuzzicano ad ogni morso, e subito richiedono la forza dissetante del vino. I vassoi si muovono generosi durante il concerto e a noi non resta che attendere speranzosi di concludere con quella biscotteria secca che non delude mai: crostatine di marmellata, biscotti di cioccolato e frutta secca, e i croccantissimi cantucci, che non si resiste alla tentazione di tuffare nel Vin Santo. Ma stasera massimo rispetto! Restiamo sospesi con il calice in una mano e un biscotto nell’altra a guardare i nostri strumenti riposarsi nella notte…

Udito: la canzone

Hard sun – Gordon Peterson

C’è nella musica e nel vino, quello straordinario potere di ravvivare i ricordi e di far comparire paesaggi nella nostra mente; poter camminare lungo strade assolate solo chiudendo gli occhi e lasciarsi abbandonare a quei profumi di natura, di vento caldo che attraversa i campi, di mare lontano, di fiori conosciuti e di fiori sconosciuti, odori familiari e odori in cerca di nome. Emozioni semplici che però sanno dare un senso di profondità a quei momenti della vita in cui ci scopriamo tutti in cammino, sotto lo stesso luminoso, cocente e a volte imprevedibile, sole.

Tatto: La citazione

Non ti mettere in cammino se la bocca ‘un sa di vino. – Proverbio toscano

Questa sera non indugiare, festeggia, alza i calici e brinda all’amicizia, all’amore, ai tavoli imbanditi, al suono della musica, alle risate sincere, a una notte ancora tiepida, a un incontro inaspettato, alla leggerezza delle parole, alla bontà del vino… poi alzati e va’ incontro al domani, col suo sapore di bellezza ancora in bocca.